IL DIARIO DI MOBU
SLICE OF LIFE · 2 VOLUMI · 160 PAGINE · 9,90€
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Mobu, una gatta dal musetto carino e con deliziosi cuscinetti rosa, non vuole più essere viziata e mantenuta dalla sua padrona, così decide di lavorare in un neko café per pagarsi i pasti. Introversa e poco incline alle coccole, scrive un curriculum ingannevole, affermando che ama “stare in compagnia”. Nonostante la sua paura degli estranei e l‘indole un po’ pigra, compie caparbiamente il primo passo verso l’indipendenza.
I PROTAGONISTI
Mobu
Gatta calico di tre anni, adora gli straccetti di pollo e il paté di carne. Non è particolarmente coraggiosa, né tanto meno amante delle coccole o della compagnia, ma coltiva una grande ambizione: diventare una micia di classe e ricevere in dono giocattoli e scatolette.
Jackie
È il vicino di casa di Mobu. Quando il suo padrone va via per lavoro, si trasferisce da lei. Gatto snowshoe di quattro anni, accompagna la protagonista a fare il colloquio nel neko café e viene a sua volta assunto per una caratteristica ben precisa: si lascia accarezzare ovunque.
IL MONDO DI “MOBU"
I neko café
Nati in Giappone all’inizio degli anni Duemila, ma ormai diffusi in tutto il mondo, i neko café sono locali in cui gli avventori possono consumare caffè, bevande e snack di vario tipo in compagnia di gatti – neko, in giapponese, significa appunto “gatto”. Nati per colmare un vuoto (a Tokyo e in altre metropoli è difficilissimo avere animali domestici, sia perché spesso i regolamenti condominiali lo vietano, sia per le dimensioni ridotte degli appartamenti), sono presto diventati un trend di successo.
Fra Oriente e Occidente
L’autrice de “Il diario di Mobu” ha lavorato a lungo a questa miniserie, studiando gli scenari, strutturando con cura ogni sequenza e disegnando i dettagli con la massima attenzione, senza lasciare nulla al caso. Il risultato è un’opera fresca e divertente, che si nutre di illustrazione oltre che di fumetto, e rivela in ogni pagina il melting pot culturale in cui si è formata, fra Oriente e Occidente. Un mix originale e riuscitissimo, che fa innamorare i lettori fin dalle prime pagine.
Gatti e umani
Perché ama così tanto disegnare gli animali? Kathy Lam ritiene che i nostri amici a quattro zampe si prestino a esprimere con maggiore facilità le emozioni. «Con le persone, invece, il risultato rischia di apparire troppo diretto» spiega. I gatti sono i suoi preferiti (la sua micia, in particolare, è una grande fonte d’ispirazione), perché ritiene che il loro carattere sia simile a quello umano e disegnarli in veste antropomorfa produca situazioni particolarmente buffe.
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L'AUTRICE
Nata a Hong Kong, Kathy Lam si è laureata presso il Dipartimento di Illustrazione dell’Università di Brighton, in Inghilterra. L’esperienza le ha insegnato a non focalizzarsi solo sul risultato finale, ma a dare valore anche al processo creativo, per acquisire spontaneità e leggerezza.
Oggi vive tra Taiwan, il Paese d’origine della madre, e Hong Kong, ma è molto apprezzata anche in Giappone, dove la sua opera è diffusa. Ama usare matite e acquerelli per i suoi fumetti e le sue illustrazioni, che hanno spesso animali per protagonisti: soprattutto felini, ma in futuro ha in mente di dedicarsi a una serie con i capibara.
Oltre a pubblicare presso editori, realizza autonomamente la fanzine Magic Bath dove propone storie di gatti e bombe da bagno. Quando non disegna, si dedica alle sculture e ai giochi, oltre che alla realizzazione di prodotti per il suo delizioso, e molto frequentato, store online.