ANDROID TYPE ONE
FANTASCIENZA · 3 VOLUMI · 184 PAGINE · 8,90€
FANTASCIENZA · 3 VOLUMI · 184 PAGINE · 8,90€
Tokyo, anno 2059. Yugo Sawatari è un giovane impiegato che accetta di testare per novanta giorni un androide Type One di ultimo modello, che ribattezza Yui. Allo stesso tempo, gli agenti della Association of Android Safety Inspection recuperano robot abbandonati illegalmente in città e si imbattono in un Type One “randagio”… Una storia fantascientifica che si interroga sull’intelligenza artificiale e sui rapporti tra uomo e macchina.
I PROTAGONISTI
Yugo Sawatari
Cresciuto insieme a un androide Type One preso a noleggio dalla sua famiglia quando era ancora bambino, ha sviluppato una particolare affinità e capacità di immedesimazione con gli automi. Da adulto, si ritrova a poter testare per tre mesi un nuovo modello di Type One, che ribattezza Yui e con cui crea fin da subito un legame speciale, fatto anche di rispetto e confidenze.
Yui
L’Android Type One di Yugo, che lui chiama Yui (“pioggia”, in cinese, ma il termine ricorda la pronuncia del giapponese “legame”) ci tiene molto a ribadire la sua natura di macchina, senza pensieri né sentimenti. Eppure, Yugo ha l’impressione di intuire alcuni suoi stati d’animo, come una certa malinconia nei giorni di pioggia e, soprattutto, una profonda avversione verso gli scarafaggi.
IL MONDO DI “ANDROID TYPE ONE”
Citando Asimov
Gli appassionati di fantascienza riconosceranno nel manga la citazione delle Tre leggi della robotica di Isaac Asimov, così annunciate da Yui al suo avvio: «Primo principio: questa macchina non arrecherà danno agli esseri umani. Inoltre, non causerà danno agli esseri umani ignorando situazioni pericolose. Secondo principio: questa macchina eseguirà gli ordini impartiti dagli esseri umani. Tuttavia, ciò non si applica se l’ordine impartito viola il primo principio. Terzo principio: questa macchina si tutela autonomamente, sempre nel rispetto del primo e del secondo principio».
Un futuro prossimo?
“Android Type One” è ambientato nel 2059, in un futuro prossimo ricco di punti in comune con il nostro presente. La differenza sta in un elevatissimo grado di automazione e naturalmente nella presenza, al fianco degli esseri umani, di androidi sempre più raffinati, ai quali vengono affidate incombenze anche delicate come la cura dei bambini. Dato questo scenario, all’autore del manga è venuto spontaneo chiedersi: che cosa succederebbe se i robot si ribellassero agli umani?
E se…
«What if…», in italiano “e se…”, è la formula (ricavata anch’essa dal titolo di un racconto di Isaac Asimov del 1952) a cui più spesso ricorrono gli autori di fantascienza nella creazione delle loro opere. Yashima in questo non fa eccezione, come spiega nell’intervista esclusiva presente nel primo volume dell’opera: «Tutto parte sempre dal “e se…?”. Da lì costruisco un mondo». Nelle sue parole, il fulcro del suo manga è proprio questo: «E se gli androidi esistessero davvero?».
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L'AUTRICE
Dopo aver lavorato nel graphic design pubblicitario, Yashima si è avvicinato al mondo dei fumetti grazie alle dojinshi, pubblicazioni autoprodotte giapponesi con un mercato molto vivace e variegato, a cui ancora oggi saltuariamente torna. “Android Type One”, realizzato tra il 2017 e il 2020, è il suo primo manga pubblicato da un editore: la storia, commovente e coinvolgente, dell’amicizia fra un essere umano e un automa.
Grande appassionato di fantascienza, cita fra le sue principali fonti di ispirazione le opere di Isaac Asimov, “Jinzo ningen Kikaider” di Shotaro Ishinomori e “Doraemon” di Fujiko F. Fujio. A queste influenze affianca la sua sensibilità artistica e personale, che lo porta ad avere una speciale attenzione per le situazioni comuni tipiche del quotidiano. Candidato a numerosi premi, si è rapidamente guadagnato l’apprezzamento di editori e lettori per le sue storie ricche di umanità, realistiche e profonde.